sabato 6 ottobre 2012

semplicemente meravigliosa

Ci sono poi delle canzoni che sono esattamente quello che stavi cercando, nel momento in cui lo stavi cercando. La cosa migliore è che capita di trovarle per caso... così, perché sono la musica di attesa di una segreteria telefonica...


lunedì 3 settembre 2012

Fichi d'india = un'impostura

Allora, questa sera sono stata al mio super rinnovato supermercato nuovo dietro casa... 
A parte che dovevo comprar due cose e son stata dentro un'ora perché dovevo ambientarmi... sono stata vittima di un'insidiosissima impostura, l'impostura dei fichi d'India. 
Il punto è che io volevo dei fichi che ho scoperto essere tipo nel mia top ten della frutta ma, nel nuovo e super rinnovato supermercato i fichi non c'erano ma facevano bella mostra cassette di chili e chili di fichi d'India. 
Allora io ho detto: Beh, se si chiamano fichi saranno uguali ai fichi solo vengono da un paese diverso...infondo siamo in una società multi etnica bla bla bla...
e invece no... 
Stasera faccio per mangiare il mio fico d'India e scopro che:

A) Ha un miliardo di spine invisibili che ti si infilano nelle dita provocando fastidio eterno e dolorini malefici. Toglierle è impossibile perché sono invisibili quindi, probabilmente, per aver mangiato un fico, andrò segnata nel mondo per l'eternità. E Adamo si è lamentato per una mela...

B) Quando l'ho aperto, il suo interno non assomigliava affatto al rassicurante interno spugnosino e rosa del fico ma a una specie di polpa con millemila semini, rossa.

C) Non sa affatto di fico ma di... BANANA...

Adesso io dico... cosa lo chiami a fare fico se non sa di fico, non assomiglia a un fico e non è buono come un fico... non ha senso!! Chiamalo chessò frutto del fastidio dell'India... o Sapordibanana con semini rossi o Mannaggiattè... ma non fico...  E poi mi lamento, e le mie coinquiline dicono: e ma è d'India per forza che è diverso non è solo fico... La mia obiezione è: non è che esistono mettiamo: pomodoro italiano, pomodoro asiatico e uno è un pomodoro e l'altro sa di zucchina bollita... no... quindi questa storia: "Eh ma è d'India" io non me la bevo. Punto. Fine, chiuso. Il fico d'India è un'impostura bellaebbuuona!! SUFFRAGETTE A NNOI!

mercoledì 1 agosto 2012

Holidays

Amo con insistenza del mare:
Le borse frigo sotto gli ombrelloni.
L'odore di salsedine che ha praticamente qualunque cosa.
Le famiglie in maglietta bianca un po' accaldate che si ciondolando camminando per strada per raggiungere il mare.
Le signore sulla cinquantina un po' abbronzate e con la pelle raggrinzita che leggono la Stampa facendo espressioni di disappunto.
I motorini nel traffico.
La gente che gira in costume per strada.
E poi questo:


domenica 29 luglio 2012

cose di casa 2

Poi mia mamma ha la mania di collezionare cose... gli "usghei" sarebbe il termine tecnico... è sono meravigliose, inutili e bellissime. 



i miei pesci rossi

Ecco.
Già. Comunque ho dei pesci rossi.
sono un'eredità in prestito.

venerdì 27 luglio 2012

Non fate sbrodeghezzi!

Dunque... in questi giorni mi sono imbattuta in Lessico Familiare di Natalia Ginzburg il che probabilmente suonerà, a chi si intende di letteratura, come: "In questi giorni mi sono imbattuta in Penny Lane dei Beatles" a chi si intende di musica. 
Detto questo, è un libro meraviglioso.
Praticamente Natalia G. racconta la storia della sua famiglia attraverso degli aneddoti sul linguaggio e sulle espressioni che usavano in casa sua...
La cosa formidabile è che in verità in ogni famiglia ce ne sono. Per esempio, mia mamma quando le dicevi: "vorrei fare questo o quest'altro" commentava sempre: "Ma come, a quest'ora?" il che ovviamente non aveva nulla a che vedere con la reale opportunità di fare una certa attività a un certo orario ma era il suo modo per manifestare dissenso. 
Oppure, mio padre, che quando non trovava una camicia diceva sempre: "La donna mi ha rubato una camicia", "la donna" era la signora delle pulizie e dello stiraggio che a fare i conti a quest'ora potrebbe avere aperto una camiceria.
Insomma cose così e quando leggi questo libro ti tornano in mente tutte e un po' ridi e un po' ti vien nostalgia.
Quindi io lo leggerei questo libro. Davvero.
Se volete un assaggio o anche tutto il libro ecco qui.  

martedì 24 luglio 2012

il signor Arturo

Stava tranquillamente bevendo un bicchiere d'acqua. Era un po' contrariata in verità perché in casa era rimasta semplicemente dell'acqua naturale, ed era anche fuori dal firgor e faceva caldo, comunque stava bevendo quando suonarono il campanello.
Non era il campanello del portone del palazzo era proprio il campanello della sua porta.
Non aspettava nessuno e poi di solito nessuno suonava al campanello della porta direttamente, almeno nessuno dei suoi amici che puntualmente si dimenticavano sempre il numero del citofono e quindi la chiamavano per sapere cosa dovevano suonare.
Quando suonò il campanello, quindi, lei incominciò ad avere una leggera sensazione di inquietudine.
Si avvicinò alla porta e guardò dallo spioncino.
Faccia mai vista.
Riguardò e insieme chiese con voce forte: "Chi è?"
l'uomo dall'altra parte della porta rispose: "Sono il signor Arturo".
Aprì la porta e in quell'istante, fu un secondo, pensò che sarebbe stato bello diventare amica del signor Arturo, sapere qual è il suo gusto di gelato preferito, se ha paura di qualcosa, perché si chiama Arturo, se gli piace quella poesia là oppure no.
Ma, l'altra porta del pianerottolo si aprì e il signor Arturo capì di aver sbagliato a suonare il campanello, si voltò un po' imbarazzato dicendo: "Mi scusi, ho sbagliato". 
Lei richiuse la porta e le dispiacque immensamente quando si rese conto che non avrebbe più rivisto il signor Arturo.